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Jesolo, 20 maggio 2007
Sulla "Pista Azzurra" di Jesolo si è disputata una delle più combattute e spettacolari gare del 2007 International Open Masters “FIA Authorised Series”. Con la presenza in pista di 205 piloti (29 in KF1, 62 in KF2, 79 in KF3, 35 in KZ2), lo storico circuito veneto di 1.045 metri (che 25 anni prima vi aveva visto gareggiare anche Ayrton Senna, ricordato con la presentazione del nuovo kart dedicato al compianto campione brasiliano) ha messo a dura prova uomini e mezzi, rendendo "incandescente" e non privo di sorprese l'appuntamento di metà stagione della terza prova dell'Open Masters. Ad aggiudicarsi questa importante tappa del Campionato, sono stati in KF1 l'inglese Gary Catt (Tony Kart/Vortex), in KF2 il tedesco Maring Burkhard (Birel/Parilla) e in KF3 Alessandro Vita Kouzkin (Tony Kart/Vortex), tutti e tre vincitori rispettivamente di entrambe le loro finali di categoria. In KZ2 invece si sono divisi i successi Manuel Cozzaglio (Monza-Birel/YTm) e Marco Ardigò (Tony Kart/Vortex). Dopo la terza prova, in KF1 Catt ha allungato decisamente in classifica e punta dritto al titolo di categoria, in KF2 è balzato in testa Burkhard con un vantaggio di 11 punti sullo sfortunato inglese Stevens, in KF3 l'inglese Harvey rimane in testa nonostante non si sia qualificato per le finali, in KZ2 si conferma leader Ardigò con 7 punti di margine su Cozzaglio.
KF1
1. FINALE: CATT (GB) (TONY KART/VORTEX/VEGA)
2. FINALE: CATT (GB) (TONY KART/VORTEX/VEGA)
In KF1, a vincere con autorità la prima finale è l'inglese Gary Catt (Tony Kart/Vortex), seguito da Kazeem Manzur (Zanardi/Parilla) e dall'ottimo Alessandro Bressan (Tony Kart/Vortex) che negli ultimi giri riesce ad avere ragione del belga Benjamin Bailly (Kosmic/Vortex). Un clamoroso e spettacolare incidente sul rettilineo di partenza costringe subito al ritiro il finlandese Mattias Laine (Maranello/Parilla), vincitore delle due finali dello scorso appuntamento di Ugento. Nell'incidente rimangono coinvolti anche Davide Forè, il danese Nikolaj Bollingtoft, il portoghese Hugo Mesquita e il giapponese Tomoki Nojiri. Nella seconda finale è Bressan, profondo conoscitore della pista, a prendere il sopravvento e a portarsi al comando, ma improvvisamente al 16. giro il veneto è costretto alla resa per un problema di motore. La testa della gara viene rilevata da Catt che conclude con una seconda vittoria portandosi a ben 65 punti di vantaggio in campionato. Alle spalle di Catt si piazza l'inglese Ollie Millroy (Zanardi/Parilla) dopo una bella rimonta, e il danese Michael K Christensen (Gillard/Parilla). Forè recupera fino all'11. posto
KF2
1. FINALE: BURKHARD (D) (BIREL/PARILLA/VEGA)
2. FINALE: BURKHARD (D) (BIREL/PARILLA/VEGA)
In KF2 nella prima finale lo spagnolo Javier Tarancon (FA Kart/Vortex), in pole position, al via rimane fermo. Il motivo è incredibile: lo spagnolo non trova la chiave nel quadro per l'accensione del motore (rubata? persa? dimenticata?). Protagonista della gara si rivela il tedesco Maring Burkhard (Birel/Parilla), che vince la prima finale dopo aver concluso una rimonta dalla sesta posizione. Al secondo posto si classifica l'inglese Will Stevens (Tony Kart/Vortex) che aveva condotto in testa nei primi 16 giri. Terzo si piazza lo spagnolo Miguel Otegui (FA Kart/Vortex), mentre l'olandese Jack Te Braak (Zanardi/Parilla) dopo aver tentato di conquistare la seconda posizione è costretto al ritiro. Nella seconda finale Burkhard si porta subito al comando e vi rimane fino alla fine, concludendo con una seconda vittoria che lo porta in testa alla classifica di campionato. In seconda posizione si piazza il ceco Tomas Pivoda (Maranello/Parilla) dopo un recupero dalla sesta posizione, così come è autore di una bella rimonta lo spagnolo Abel Rivera Sequera (Tony Kart/Vortex) dalla 14. posizione iniziale. Delusione invece per l'inglese Stevens, costretto al ritiro per un problema all'accensione quando era in seconda posizione, e per lo spagnolo Otegui, anche questi ritirato per la rottura della catena quando era terzo.
KF3
1. FINALE: VITA KOUZKIN (I) (TONY KART/VORTEX/VEGA)
2. FINALE: VITA KOUZKIN (I) (TONY KART/VORTEX/VEGA)
Questa volta ad aggiudicarsi la categoria dei più giovani è stato il bolognese Alessandro Vita Kouzkin (Tony Kart/Vortex) che ha dominato sia la prima che la seconda finale. Nella prima finale Kouzkin ha preceduto Riccardo Agostini (Birel/Xtr) e Antonio Giovinazzi (Top Kart/Comer) che, per la prima volta in questa categoria dell'Open Masters, hanno formato un podio tutto tricolore. La seconda finale è stata ancora dominata da Vita Kouzkin, in questa occasione precedendo Giovinazzi, mentre Agostini è stato costretto nelle retrovie. Da segnalare in questa gara l'ottima prestazione di un pilota giapponese che per la prima volta sale sul podio dell'Open Masters, Ishiyama Gaku (Kosmic/Vortex), inizialmente addirittura secondo prima di essere superato da Giovinazzi. A Jesolo è stato sfortunato Viganò, vincitore di una gara a Ugento, ma sulla Pista Azzurra solamente 8. in gara-1 e costretto al ritiro in gara-2. Ancora più sfortunato il leader di classifica, l'inglese Jack Harvey (Maranello/Xtr), che non è riuscito a superare le manche di qualificazione e nemmeno a disputare la gara di recupero (5.). Nonostante non abbia corso le finali, Harvey mantiene la testa della classifica con 14 punti di vantaggio.
KZ2
1. FINALE: COZZAGLIO (I) (MONZA-BIREL/TM/VEGA)
2. FINALE: ARDIGO' (I) (TONY KART/VORTEX/VEGA)
In KZ2 è tornato alla vittoria Manuel Cozzaglio (Monza-Birel/Tm), vincitore della prima finale dopo l'abbandono di Alessandro Manetti (Intrepid/Tm) che aveva condotto in testa per i primi 3 giri. Costretto al ritiro anche Roberto Toninelli (Intrepid/Tm) per aver perso il paraurti posteriore mentre occupava la terza posizione. Cozzaglio ha preceduto sul traguardo Marco Ardigò (Tony Kart/Vortex), partito dalla sesta posizione per essere stato penalizzato in una manche per partenza anticipata. Sul podio è tornato un eccellente Francesco Laudato (Birel/Tm), autore di una clamorosa rimonta dalla 17. posizione in griglia fino al terzo posto finale. Buona anche la gara di Alessandro Piccini (Maranello/Maxter) giunto settimo dopo essere partito dal 15. posto. Nella seconda finale Ardigò (che in gara-1 aveva accusato un problema ad un pneumatico) conquista da subito la testa della gara e mantiene il comando fino al traguardo, precedendo Cozzaglio, con Laudato ancora al terzo posto. Da segnalare il recupero di Roberto Toninelli (Intrepid/Tm) giunto nono al termine di una rimonta dal 22. posto iniziale, mentre l'altro alfiere dell'Intrepid, Manetti, è stato costretto nuovamente al ritiro.